Reuters, AP e AFP: le differenze
Tre agenzie mondiali, tre storie e tre strutture di proprietà molto diverse. Ciò che le separa davvero, al di là della bandiera sul biglietto da visita.
Reuters, l'Associated Press e l'Agence France-Presse sono le tre agenzie di stampa a vocazione veramente mondiale. I loro nomi compaiono in fondo a una parte considerevole di ciò che leggi sull'estero, eppure quasi nessuno saprebbe dire cosa le distingue. La risposta non è la loro nazionalità, che è l'elemento meno interessante: è la loro struttura di proprietà, perché determina davanti a chi ciascuna rende conto.
La tabella comparativa
| AFP | Reuters | AP | |
|---|---|---|---|
| Paese d'origine | Francia | Regno Unito | Stati Uniti |
| Origine | Agenzia Havas, fondata nel 1835 — la più antica delle tre | Fondata a Londra nel 1851 da Paul Julius Reuter | Fondata nel 1846 da giornali newyorkesi |
| Struttura | Organismo francese a statuto particolare, né società commerciale ordinaria né amministrazione | Parte del gruppo Thomson Reuters, società quotata | Cooperativa senza scopo di lucro |
| A chi appartiene | A nessuno in senso azionario: il suo statuto le vieta di avere un proprietario in senso classico | Agli azionisti di Thomson Reuters | Ai media statunitensi che ne sono membri — i suoi clienti sono i suoi proprietari |
| Cosa implica la struttura | Un'indipendenza garantita da uno statuto anziché da un mercato | Un'agenzia appoggiata a un gruppo per cui l'informazione finanziaria è un mestiere a sé | Un'agenzia strutturalmente al servizio dei suoi membri anziché di un investitore |
La differenza che conta davvero
AP è una cooperativa posseduta dai media statunitensi che la compongono. Questo dettaglio giuridico è la vera singolarità delle tre: quando AP scrive un dispaccio, lo scrive per i suoi proprietari, che sono anche i suoi clienti e i suoi fornitori — un giornale membro alimenta la rete tanto quanto ne beneficia. Reuters, al contrario, appartiene a un gruppo quotato, il che la iscrive in una logica d'impresa classica. L'AFP, invece, non appartiene a nessuno in senso azionario: il suo statuto particolare è concepito precisamente perché non abbia né azionisti da remunerare né tutela da soddisfare. Tre risposte diverse alla stessa domanda: come finanziare una copertura mondiale senza dipendere da chi la finanzia.
C'è un pregiudizio nazionale?
È la domanda che ci viene posta più spesso, e merita una risposta onesta anziché una risposta soddisfacente. Le tre agenzie si sottopongono a regole interne rigorose di neutralità, e il loro modello economico ve le costringe: un'agenzia che tifasse visibilmente per il proprio paese perderebbe i clienti esteri, che sono la sua ragion d'essere. Ciò che sussiste, invece, non è un pregiudizio ma una geografia dell'attenzione: ogni agenzia ha una rete più fitta dove si trova la sua clientela storica, e copre dunque naturalmente in modo più fine certe regioni. Non è la stessa cosa di un partito preso, ed è una ragione sufficiente per leggere tutte e tre quando un argomento conta.
Ciò che non ti diremo
Troverai altrove comparazioni che allineano numeri di uffici, dipendenti, paesi coperti o parole prodotte ogni giorno. Non riproduciamo quelle cifre, perché non abbiamo i mezzi per verificarle e perché circolano di articolo in articolo senza che nessuno risalga alla loro origine. Ciò che è solido, e sufficiente per capire: tre agenzie, tre strutture, tre modi di rispondere del proprio lavoro. Il resto è statistica decorativa.
Domande frequenti
Quale delle tre è la più antica?
L'AFP, per filiazione: discende dall'agenzia Havas, fondata a Parigi nel 1835, il che ne fa la stirpe più antica delle tre. Segue AP, fondata nel 1846 da giornali newyorkesi, poi Reuters, creata a Londra nel 1851 da Paul Julius Reuter. Tutte e tre sono dunque nate all'epoca del telegrafo, il che non è una coincidenza: è quella tecnica ad aver reso possibile il mestiere.
Perché si vede spesso «AFP» o «Reuters» sotto una foto?
Perché le agenzie non vendono solo testo: la fotografia e il video sono una parte maggiore della loro attività, e una parte che pochissime redazioni possono produrre da sole all'estero. Mandare un fotografo a coprire un evento lontano costa molto più che comprare l'immagine. Il credito sotto la foto è la contropartita contrattuale di quell'acquisto, ed è obbligatorio.
Bisogna preferirne una alle altre?
No, ed è proprio l'interesse di averne tre. Su un evento importante, leggere i tre dispacci fianco a fianco è un esercizio istruttivo: ciò su cui concordano è solidamente stabilito, e ciò su cui divergono è esattamente ciò che non è ancora certo. È un modo di riscontrare che richiede solo qualche minuto.
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