Lost in the Jungle

Agenzia di stampa vs giornale: chi scrive cosa, e per chi

Un'agenzia vende i suoi dispacci ai media, un giornale si rivolge al pubblico. Cliente, linea editoriale, formato, firma: la differenza di mestiere spiegata semplicemente.

Si confondono spesso i due perché se ne leggono i testi nello stesso posto: sul sito di un giornale, un breve d'agenzia e un articolo di redazione si somigliano. Eppure non sono gli stessi oggetti, prodotti dalle stesse persone, per gli stessi destinatari. Un'agenzia di stampa non si rivolge a voi. Un giornale sì. È da questa frase che discende tutto il resto.

Il cliente: dei media da un lato, il pubblico dall'altro

Un'agenzia vende il suo filo a redazioni, radio, televisioni, talvolta istituzioni. I suoi clienti sono professionisti che rilavoreranno, taglieranno, tradurranno, ripubblicheranno. È dunque giudicata su criteri da fornitore: rapidità, esattezza, regolarità, assenza di asperità. Un giornale vende invece a dei lettori — per abbonamento, con la pubblicità, in edicola. È giudicato su ciò che i suoi lettori vi trovano e che non avrebbero altrove.

La linea editoriale: una non ne ha, l'altro ci vive

Un'agenzia il cui filo pendesse perderebbe i clienti: un quotidiano di sinistra e uno di destra comprano lo stesso dispaccio, e l'uno come l'altro devono poterlo pubblicare tale e quale. La neutralità non è una virtù esibita, è una condizione commerciale. All'inverso, un giornale esiste per il suo punto di vista: la sua gerarchia dell'informazione, i suoi editoriali, le sue scelte di temi sono la sua ragione d'essere. Rimproverare a un giornale di avere una linea è rimproverargli di essere un giornale.

Il testo: il dispaccio contro l'articolo

Un dispaccio è fatto per essere tagliato. L'essenziale sta in testa, il dettaglio scende in ordine d'importanza, e un cliente può tenerne solo le prime tre righe senza che il testo diventi falso. Porta un luogo e una data, attribuisce ogni affermazione a una fonte, e non conclude. Un articolo, invece, è fatto per essere letto per intero: ha un'entrata, una progressione, una chiusa; contestualizza, confronta, talvolta prende posizione. Il primo è un materiale, il secondo è un'opera.

In breve

CriterioAgenzia di stampaGiornale
DestinatarioAltri media, che ripubblicherannoIl pubblico, direttamente
Chi pagaClienti abbonati al filoI lettori e gli inserzionisti
Linea editorialeNessuna, per necessità commerciale quanto deontologicaRivendicata: è ciò che lo distingue dai concorrenti
Formato tipoIl dispaccio: piramide rovesciata, tagliabile a ogni altezzaL'articolo: reportage, analisi, inchiesta, editoriale
FirmaSpesso l'agenzia più che un nome: il filo prevale sull'autoreUno o più giornalisti nominati, che impegnano il proprio nome
RitmoContinuo, senza ora di chiusura: il filo non si fermaRitmato da un'edizione o da una gerarchia di homepage
Cosa vi si cercaIl fatto, il più rapidamente e il più nudo possibileIl senso: contesto, inchiesta, punto di vista assunto

Quale guardare e quando

  • Un evento in corso, e volete sapere cosa è stabilito: l'agenzia. Pubblica prima, e soprattutto scrive solo ciò che può attribuire.
  • Volete capire perché è successo e cosa cambia: il giornale. Nessun dispaccio farà questo lavoro, non è il suo mestiere e non pretende di esserlo.
  • Sospettate un pregiudizio in un articolo: cercate il dispaccio d'origine sullo stesso fatto. Lo scarto tra i due vi mostra esattamente ciò che il giornale ha aggiunto, ed è spesso istruttivo in entrambi i sensi.
  • Volete seguire un tema locale: il giornale, senza esitare. Le agenzie coprono ciò che interessa più clienti insieme; il vostro comune non ne fa quasi mai parte.

Domande frequenti

Ci si può abbonare direttamente a un'agenzia di stampa?

Le grandi agenzie vendono il loro filo a professionisti, e le loro offerte non sono pensate per un lettore singolo. La maggior parte pubblica però un sito pubblico dove si ritrova gratuitamente una parte della loro produzione, ed è ampiamente sufficiente per verificare un fatto. Il filo integrale, invece, resta uno strumento di redazione.

Perché un giornale ripubblica dispacci invece di scrivere da sé?

Perché nessuna redazione può essere ovunque. Un'agenzia è presente su terreni dove il giornale non ha nessuno, e gli permette di coprire l'essenziale altrove per concentrare i suoi giornalisti dove porta qualcosa di unico. Il problema non è la ripresa: è la ripresa non segnalata. Un media serio indica quando un testo viene dal filo.

Come riconoscere un dispaccio sul sito di un giornale?

Da tre segni che ingannano di rado: la firma è un'agenzia o una sigla invece di un nome di giornalista; il testo comincia con un luogo e una data; il tono è piatto, senza contesto allargato né giudizio, e ogni affermazione è attribuita. Un articolo di redazione, all'inverso, porta un nome, si prende il tempo di spiegare e lascia vedere un'intenzione.

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