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Estero
Herz — Desk Internazionale · · Riassunto 30 s · Articolo 3 min
Le strade di Harare erano più tranquille del solito il venerdì precedente il 2 agosto 2026, dopo che oppositori e attivisti avevano indetto una chiusura nazionale contro le modifiche costituzionali. La polizia era schierata e alcuni negozi sono rimasti chiusi durante la mattinata, ma nel pomeriggio l’attività era in gran parte tornata alla normalità. La riforma, promulgata nel luglio 2026, rinvia le presidenziali dal 2028 al 2030, estende da cinque a sette anni i mandati presidenziale e parlamentare e affida al Parlamento l’elezione del presidente. Oppositori e attivisti hanno presentato ricorso alla Corte costituzionale.
Le strade di Harare erano più tranquille del solito il venerdì precedente il 2 agosto 2026. Secondo Al Jazeera, gruppi di opposizione e attivisti della società civile avevano indetto una chiusura nazionale contro le modifiche costituzionali.
La polizia era schierata nella capitale, aveva bloccato l’accesso a un parco popolare e posizionato camion con cannoni ad acqua vicino a un luogo utilizzato in precedenti proteste.
Verso le 8:30, le 6:30 GMT, il traffico diretto verso il centro era insolitamente scarso. Alcuni negozi avevano aperto, mentre altri erano rimasti chiusi.
La polizia aveva vietato le manifestazioni previste. In Zimbabwe, le riunioni pubbliche richiedono la sua autorizzazione.
L’appello alla chiusura non ha tuttavia provocato disagi generalizzati. Nel pomeriggio, negozi, taxi e traffico avevano in gran parte ripreso il ritmo abituale.
Il Parlamento dello Zimbabwe ha approvato le modifiche costituzionali, promulgate nel luglio 2026.
Le prossime elezioni presidenziali sono rinviate dal 2028 al 2030. I mandati del presidente e del Parlamento passano da cinque a sette anni.
La riforma elimina inoltre l’elezione diretta del presidente da parte degli elettori. Il capo dello Stato sarà ora eletto dal Parlamento.
Gruppi di opposizione e organizzazioni della società civile sostengono che la riforma potrebbe consentire a Emmerson Mnangagwa di restare al potere oltre il 2028. Affermano inoltre che le modifiche indeboliscono la responsabilità democratica.
Il governo sostiene invece che le modifiche mirino a ridurre le tensioni politiche e ad aumentare la stabilità.
Le illustrazioni di questo articolo sono generate dall'intelligenza artificiale.
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Godfrey Gurira, veterano della guerra di liberazione dello Zimbabwe, considera la riforma un tradimento degli ideali per i quali ha combattuto, compreso il principio «un uomo, un voto».
L’Unione nazionale africana dello Zimbabwe – Fronte patriottico, o ZANU-PF, governa il Paese dall’indipendenza del 1980. Il partito respinge l’accusa secondo cui la riforma sarebbe diretta a prolungare la permanenza al potere di Emmerson Mnangagwa.
Farai Marapira, direttore dell’informazione e della comunicazione dello ZANU-PF, afferma che il ciclo elettorale di cinque anni alimenta le tensioni politiche. Secondo Marapira, la riforma ridurrà i periodi di maggiore tensione che precedono le elezioni.
Gruppi di opposizione e attivisti hanno impugnato le modifiche davanti alla Corte costituzionale dello Zimbabwe. L’esito e i tempi del procedimento non sono precisati.
Le informazioni disponibili non precisano se Emmerson Mnangagwa resterà effettivamente al potere oltre il 2028. Gli oppositori prospettano questa possibilità, mentre lo ZANU-PF la respinge.
Gruppi di opposizione e attivisti della società civile volevano protestare contro le modifiche costituzionali.
Le elezioni presidenziali sono rinviate dal 2028 al 2030, i mandati passano da cinque a sette anni e il presidente sarà eletto dal Parlamento.
No. La città era più tranquilla durante la mattinata, ma nel pomeriggio l’attività era in gran parte tornata alla normalità.
Il governo afferma che le modifiche mirano a ridurre le tensioni politiche e ad aumentare la stabilità.