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Estero
Herz — Desk Internazionale · · Riassunto 30 s · Articolo 3 min
L'Unione europea ha adottato il 23 luglio 2026 il suo 21° pacchetto di sanzioni contro la Russia. Il testo colpisce 32 banche russe aggiuntive, società di criptovalute e piattaforme di commercio di petrolio. Congela inoltre per un anno l'adeguamento del tetto dei prezzi del petrolio russo, un meccanismo destinato a limitare le entrate petrolifere di Mosca. La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha salutato la misura, affermando che «continua a indebolire i fondamenti economici dello sforzo bellico russo».
L'Unione europea ha adottato il 23 luglio 2026 il suo 21° pacchetto di sanzioni contro la Russia, secondo The Guardian. L'adozione è avvenuta dopo che riunioni preliminari degli ambasciatori dell'UE avevano fallito nel raggiungere un consenso.
Il testo aggiunge 32 banche russe aggiuntive all'elenco di divieto delle transazioni dell'UE — un registro che elenca le entità con le quali gli operatori e le istituzioni finanziarie europei non possono effettuare transazioni. Anche società di criptovalute e piattaforme di commercio di petrolio sono prese di mira.
Il pacchetto congela per un anno l'adeguamento del tetto dei prezzi del petrolio russo. Questo meccanismo, coordinato dal G7 e dall'UE, vieta agli operatori occidentali — assicuratori, armatori, banche — di fornire i loro servizi per transazioni di petrolio russo venduto al di sopra di una soglia di prezzo fissata. Il congelamento mira a impedire a Mosca di trarre vantaggio da shock di mercato legati alle tensioni energetiche globali.
continua a indebolire i fondamenti economici dello sforzo bellico russo
— Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea
Le sanzioni contro la Russia hanno avuto inizio nel 2014, in seguito alla crisi ucraina. Hanno raggiunto un'entità senza precedenti dopo l'invasione su larga scala dell'Ucraina, lanciata da Mosca il 24 febbraio 2022.
Il tetto dei prezzi del petrolio russo è stato istituito a dicembre 2022 dall'UE e dal G7. L'obiettivo: ridurre le entrate petrolifere di Mosca senza causare un'interruzione dell'approvvigionamento globale.
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Le fonti disponibili non specificano i nomi delle 32 banche aggiunte all'elenco di divieto né il livello esatto della soglia del tetto dei prezzi attualmente in vigore. Anche le ragioni precise del blocco durante le riunioni preliminari degli ambasciatori dell'UE non sono dettagliate.
È un meccanismo coordinato dal G7 e dall'UE che vieta agli operatori occidentali — assicuratori, armatori e banche — di fornire i loro servizi per transazioni di petrolio russo venduto al di sopra di una soglia di prezzo fissata. È stato istituito a dicembre 2022 per ridurre le entrate petrolifere di Mosca.
È un registro stabilito dall'UE che elenca le entità — banche, aziende o individui — con le quali gli operatori e le istituzioni finanziarie europei non hanno il diritto di effettuare transazioni. Il 21° pacchetto vi aggiunge 32 banche russe aggiuntive.
Riunioni preliminari degli ambasciatori dell'UE non hanno raggiunto un consenso prima che l'adozione fosse finalizzata il 23 luglio 2026. Le ragioni precise del blocco non sono dettagliate nelle fonti disponibili.
Il congelamento mira a impedire alla Russia di trarre vantaggio da possibili aumenti di prezzo legati alle tensioni nei mercati energetici globali, senza che la soglia del tetto sia adeguata verso l'alto a beneficio di Mosca.