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Estero
Herz — Desk Internazionale · · Riassunto 30 s · Articolo 1 min
La Grande Moschea di Parigi celebra il suo centenario nel 2026. Inaugurata nel 1926 come tributo ai soldati musulmani caduti per la Francia durante la Prima Guerra mondiale, nel corso dei decenni è diventata uno strumento diplomatico centrale nel dialogo franco-algerino. La storica Naïma Huber-Yahi, collaboratrice di un'opera dedicata ad essa, la definisce un «strumento coloniale» chiamato a diventare «uno strumento di emancipazione». Si è espressa su France 24 il 18 luglio 2026.
La Grande Moschea di Parigi celebra il suo centenario nel 2026. Inaugurata nel 1926, è stata concepita come un tributo ai soldati musulmani caduti per la Francia durante la Prima Guerra mondiale.
Nel corso dei decenni, l'istituzione è diventata un ponte tra la Francia e la comunità musulmana, nonché uno strumento diplomatico al servizio del dialogo tra Parigi e Algeri.
La storica Naïma Huber-Yahi, collaboratrice dell'opera «La Grande Mosquée de Paris» pubblicata dalle edizioni Cherche-Midi — casa editrice francese fondata nel 1978 — era ospite del programma «Au Cœur de l'Info» su France 24 il 18 luglio 2026.
Ha definito l'istituzione uno «strumento coloniale» e ritiene che sia destinata a diventare «uno strumento di emancipazione».
La Grande Moschea, strumento coloniale, diventerà uno strumento di emancipazione.
— Naïma Huber-Yahi, storica, France 24, 18 luglio 2026
Le informazioni disponibili non precisano le modalità delle celebrazioni ufficiali previste per il centenario 2026.
È stata inaugurata nel 1926 come tributo ai soldati musulmani caduti per la Francia durante la Prima Guerra mondiale.
Ha servito come strumento per il dialogo tra Parigi e Algeri, nonché come ponte tra la Francia e la comunità musulmana.
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La storica definisce così la vocazione iniziale dell'istituzione, legata alla storia coloniale francese, ritenendo però che sia destinata a diventare uno strumento di emancipazione.