…
…
Estero
Herz — Desk Internazionale · · Riassunto 30 s · Articolo 3 min
Nel periodo tra le due guerre, il collettivo «Ashkir-Jobson Trianion» costruì diverse macchine che avrebbero dovuto consentire la comunicazione con i morti, ma non esistono risultati accertati. Questi esperimenti rientrano in una serie di progetti che unirono tecnologia e spiritismo. Altri dispositivi furono presentati come strumenti per pesare l’anima o registrare le voci dei defunti. Anche Thomas Edison progettò un apparecchio simile, senza successo. Nel 1982, negli Stati Uniti, George Meek e William O’Neil proposero infine lo Spiricom, basato su un ricetrasmettitore radio.
Nel periodo tra le due guerre, il collettivo «Ashkir-Jobson Trianion» costruì una serie di macchine che avrebbero dovuto permettere di comunicare con i morti. Secondo Le Temps, non è accertato alcun risultato positivo.
L’articolo di Philippe Simon dedicato a questi apparecchi è stato pubblicato il 12 agosto 2026 alle 08:38 e modificato alle 08:39.
L’olandese Johannes Jacobus Zaalberg van Zelst, nato nel 1827 e morto nel 1903, contribuì all’invenzione dello psicatomometro e del dinamistografo.
I due apparecchi venivano presentati come strumenti capaci di pesare l’anima e dimostrare, senza ricorrere a un medium, che fosse materiale e quantificabile.
Due collaboratori di Zaalberg van Zelst esposero inoltre la loro teoria in «Het Geheim van den Dood». La traduzione francese, intitolata «Le Mystère de la mort», uscì nel 1912.
Secondo la loro teoria, l’anima era composta da una materia finissima ma molto pesante e si trovava negli spazi molecolari dell’organismo vivente.
Tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo, il progresso tecnologico e in particolare l’elettrificazione favorirono la diffusione di dispositivi che pretendevano di contattare i defunti.
Questi esperimenti si moltiplicarono mentre lo spiritismo e la tavola ouija godevano di grande popolarità.
Thomas Edison, inventore del fonografo, progettò il necrofono, un apparecchio che avrebbe dovuto raccogliere le parole dei morti. L’esperimento non fu mai portato a compimento.
Philippe Simon aveva dedicato un precedente articolo al progetto di Edison il 10 agosto 2026. Il testo faceva parte di una serie sulla tecnologia impiegata per tentare di comunicare con i morti.
Jürgenson e Raudive realizzarono registrazioni su nastro magnetico nell’ambito di tentativi di comunicazione con i morti.
Nel 1982, negli Stati Uniti, George Meek e William O’Neil proposero lo Spiricom, un altro dispositivo basato su un ricetrasmettitore.
Meek sosteneva che l’apparecchio funzionasse su frequenze comprese tra 30 e 130 MHz. Il suo impiego avrebbe richiesto un operatore al quale venivano attribuite capacità psichiche definite «bioplasmatiche».
Le illustrazioni di questo articolo sono generate dall'intelligenza artificiale.
Ancora nessun commento. Sii il primo a reagire.
No. Non è accertato alcun risultato positivo per le macchine costruite nel periodo tra le due guerre.
Il necrofono era un progetto di apparecchio destinato a raccogliere le parole dei morti. L’esperimento non fu mai portato a compimento.
Lo Spiricom associava un ricetrasmettitore operante, secondo George Meek, tra 30 e 130 MHz a un operatore dotato di presunte capacità psichiche «bioplasmatiche».
Si svilupparono con il progresso tecnologico e l’elettrificazione, mentre lo spiritismo e la tavola ouija erano in voga.
Estero