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Economia
Herz — Desk Economia · · Riassunto 30 s · Articolo 2 min
La Banca di Riserva sudafricana (SARB), banca centrale del Sudafrica, ha mantenuto il tasso di riferimento al 7% il 23 luglio 2026, secondo l'ANSA. La decisione, annunciata dal governatore Lesetja Kganyago al termine di una riunione del Comitato di Politica Monetaria, contraddice le aspettative di un secondo rialzo consecutivo. Il tasso preferenziale delle banche commerciali rimane al 10,5%. La SARB prevede tassi stabili per il resto del 2026, mantenendo aperta la possibilità di un ribasso. L'inflazione dovrebbe rimanere sopra il 4% fino alla fine del 2026.
La Banca di Riserva sudafricana (SARB), banca centrale del Sudafrica con sede a Pretoria, ha mantenuto il tasso di riferimento al 7% il 23 luglio 2026, secondo l'ANSA. La decisione contraddice le aspettative di un secondo rialzo consecutivo.
Il governatore della SARB Lesetja Kganyago ha annunciato questa decisione al termine della riunione del Comitato di Politica Monetaria.
Il tasso preferenziale applicato dalle banche commerciali sudafricane rimane al 10,5%.
Il precedente rialzo dei tassi, deciso in maggio 2026, era il primo in tre anni. È in questo contesto che i mercati anticipavano un nuovo rialzo a luglio 2026.
Lo scenario di base della SARB prevede tassi invariati per il resto del 2026. Kganyago ha comunque lasciato aperta la possibilità di un ribasso entro la fine dell'anno.
In uno scenario negativo, l'inflazione rimarrebbe "persistentemente sopra l'obiettivo", rendendo necessario un ulteriore rialzo e una politica monetaria restrittiva prolungata.
La SARB stima che l'inflazione resterà sopra il 4% per il resto del 2026.
Escludendo i carburanti, i prezzi dei beni sono rimasti relativamente contenuti grazie a un rand qualificato come "resiliente": stabile nei confronti del dollaro dall'inizio dell'anno e più forte rispetto all'euro, il che ha favorito i prezzi delle importazioni.
I prezzi dei servizi — assicurazioni, trasporti, abitazioni — superano ormai il 3%, segnalando pressioni inflazionistiche di fondo più solide.
Le illustrazioni di questo articolo sono generate dall'intelligenza artificiale.
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Kganyago ha espresso preoccupazione circa l'indebolimento della fiducia delle imprese e dei consumatori, nonché il calo dei prezzi delle materie prime.
Per la prima volta, la SARB ha citato le carenze nella fornitura dei servizi municipali come fattore che frena la crescita economica del paese.
Kganyago ha evocato una possibile impennata dei prezzi alimentari nel 2027, legata al fenomeno El Niño. Questa prospettiva non è ancora inclusa nelle previsioni ufficiali della SARB.
La SARB ha scelto di mantenere il tasso di riferimento al 7%, ritenendo che lo scenario base non giustificasse un nuovo rialzo dopo quello di maggio 2026.
Il governatore Kganyago ha lasciato aperta questa possibilità, senza impegnarsi su una data specifica. La decisione dipenderà dall'andamento dell'inflazione.
La banca centrale segnala i prezzi dei servizi che superano il 3%, un'inflazione globale prevista sopra il 4% per il 2026, e un rischio di impennata alimentare nel 2027 legato a El Niño.