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Estero
Herz — Desk Internazionale · · Riassunto 30 s · Articolo 2 min
Occhiali intelligenti alimentati dall'IA permettono ai non vedenti di svolgere compiti quotidiani autonomamente, senza smartphone, a circa 500 dollari australiani (AUD) — un decimo del costo dei tradizionali ausili visivi che costano circa 5.000 AUD. In Australia, gli utenti ne lodano l'impatto concreto sull'indipendenza. Tuttavia, questi stessi occhiali possono registrare all'insaputa delle persone, e metodi per aggirare l'indicatore LED stanno circolando online. Ricercatori e giuristi australiani segnalano il rischio di sorveglianza coperta e chiedono di rafforzare il quadro legale vigente.
Occhiali intelligenti equipaggiati con IA permettono ai non vedenti e agli ipovedenti di identificare oggetti, ordinare la posta e svolgere compiti quotidiani senza smartphone, secondo ABC News Australia. Il loro prezzo si aggira intorno a 500 dollari australiani (AUD), ossia circa un decimo del costo degli ausili visivi tradizionali, valutati attorno ai 5.000 AUD. Questi occhiali offrono inoltre funzioni aggiuntive: lettura di documenti, musica e chiamate telefoniche.
Sam Taylor, responsabile delle tecnologie di accessibilità presso Vision Australia a Brisbane, utilizza quotidianamente questi occhiali. Sottolinea la loro facilità di utilizzo naturale e l'elevato tasso di adozione all'interno della comunità dei non vedenti.
Sam Noonan, cantante folk non vedente fin dalla nascita originaria di Wollongong, li ha acquistati immediatamente dopo una dimostrazione durante un'esposizione organizzata da Vision Australia. Li utilizza per registrare e pubblicare la sua musica, ricategorizzare il suo guardaroba e farsi descrivere i disegni dei suoi nipoti.
Gli occhiali si integrano anche con Be My Eyes — un'applicazione mobile danese che mette in contatto persone non vedenti con volontari vedenti attraverso una chat video in diretta. Questi volontari vedono attraverso le lenti e possono assistere l'utente per compiti quotidiani, anche durante gli spostamenti.
Questi occhiali sollevano anche dubbi. Le Meta Glasses dispongono di un indicatore LED che si accende durante una registrazione. Tuttavia, metodi per aggirare questo segnale circolano online, permettendo di filmare persone all'insaputa.
La ricercatrice di tecnologie emergenti Milica Stilinovic dell'Università di Sydney identifica un altro rischio. Uomini utilizzano questi occhiali per filmare all'insaputa donne che affrontano per strada, per poi pubblicare questi video online.
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La professoressa Barbara McDonald, giurista all'Università di Sydney, precisa che registrare una conversazione privata con questi occhiali e pubblicarla viola la legge del Nuovo Galles del Sud sui dispositivi di sorveglianza (NSW Surveillance Devices Act). La diffusione online può anche violare il Federal Crimes Act federale o la legislazione sulle telecomunicazioni, se finalizzata a molestie o intimidazioni.
Il parlamento australiano ha introdotto l'anno scorso un reato civile codificato che consente di citare in giudizio per grave violazione della privacy. In pratica, i procedimenti rimangono difficili: identificare l'autore, determinare la giurisdizione competente e sostenere i costi costituiscono altrettanti ostacoli.
La professoressa McDonald chiede che i tribunali possano ordinare compensi finanziari alle vittime di violazioni della privacy. L'obiettivo è che la responsabilità non gravi solo sul diritto penale, ma anche su quello civile.
La data precisa dell'adozione del reato civile codificato per grave violazione della privacy non è specificata nelle fonti consultate, che menzionano solo "l'anno scorso".