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Estero
Herz — Desk Internazionale · · Riassunto 30 s · Articolo 4 min
Il 22 luglio 2026, Greenpeace ha depositato un ricorso presso i tribunali olandesi contro JBS, il più grande gruppo carnico mondiale, al fine di costringere l'azienda a divulgare come il suo piano di espansione globale di 6 miliardi di dollari sia compatibile con i suoi obblighi climatici, ambientali e in materia di diritti umani. Il ricorso punta in particolare a un progetto di 2,5 miliardi di dollari in Nigeria — sei grandi stabilimenti di macellazione su 1,2 milioni di ettari. JBS ha trasferito la sua sede nei Paesi Bassi nel 2025, esponendosi così ai tribunali olandesi, noti per la loro apertura ai contenziosi climatici.
Il 22 luglio 2026, Greenpeace ha depositato un ricorso presso i tribunali olandesi contro JBS, il primo gruppo carnico mondiale fondato in Brasile nel 1953, secondo The Guardian. L'organizzazione esige che JBS divulghi come il suo piano di espansione globale di 6 miliardi di dollari (circa 4,5 miliardi di sterline) sia compatibile con le sue responsabilità climatiche, ambientali e in materia di diritti umani.
Al centro del ricorso si trova il progetto di investire 2,5 miliardi di dollari in sei grandi stabilimenti di macellazione in Nigeria — testa di ponte verso il mercato africano — senza previa consultazione della società civile né valutazione pubblica degli impatti sociali e ambientali.
Il governo dello Stato del Niger (in Nigeria) ha già promesso 1,2 milioni di ettari di terra a JBS nel quadro di questo progetto.
Il ricorso è una fase preliminare: una richiesta di informazioni che consente di ottenere documenti prima di un eventuale azione legale formale. Richard Brown, consigliere legale di Greenpeace International, ritiene che apra un nuovo fronte nella lotta contro il cambiamento climatico, potenzialmente applicabile all'intero settore agricolo.
JBS ha trasferito la sua sede sociale dal Brasile ai Paesi Bassi nel 2025, per fare il suo debutto alla Borsa di New York (NYSE) e permettere ai fratelli fondatori Joesley e Wesley Batista di aumentare significativamente la loro partecipazione azionaria.
Questo riposizionamento ha avuto l'effetto di sottoporre il gruppo ai tribunali olandesi, noti per la loro apertura al contenzioso climatico.
Milieudefensie (il ramo olandese degli Amici della Terra, fondato nel 1971) e Friends of the Earth contestano Shell davanti al tribunale dell'Aia per ottenere una riduzione del 45% delle sue emissioni di CO₂ entro il 2030. Una sentenza definitiva è attesa agli inizi del 2027.
Nel giugno 2026, un tribunale di Parigi ha stabilito che TotalEnergies deve divulgare i rischi climatici legati alle emissioni dei suoi prodotti petroliferi e gassiferi, in un'affare portato da ONG e dalla città di Parigi, senza ordinare misure specifiche di limitazione. Questo precedente ha direttamente ispirato la strategia legale di Greenpeace contro JBS.
Elujulo Opeyemi, portavoce dello Youth in Agroecology and Restoration Network — organizzazione nigeriana della società civile impegnata nella promozione dell'agroecologia e del ripristino degli ecosistemi — ha definito il progetto JBS come «il più grande investimento agricolo mai sentito nella storia del paese».
Chiede al governo nigeriano di sospendere il progetto in attesa di un'analisi costo-benefici indipendente.
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Non è ancora stabilito se Greenpeace presenterà un'azione legale formale, né in quale lasso di tempo i tribunali olandesi si pronuncieranno sulla richiesta di informazioni.
La posizione ufficiale di JBS sulla petizione non è disponibile nelle fonti consultate. Inoltre, non è precisato se il governo nigeriano ha risposto alle richieste di sospensione della società civile.
JBS ha trasferito la sua sede nei Paesi Bassi nel 2025 per fare il debutto alla Borsa di New York. Questo cambio di domicilio l'espone alla giurisdizione olandese, attiva nel contenzioso climatico.
Il ricorso è una richiesta di informazioni: mira a costringere JBS a divulgare come il suo piano di espansione di 6 miliardi di dollari sia compatibile con i suoi obblighi climatici e sociali. Precede un eventuale azione legale formale.
Greenpeace denuncia l'assenza di consultazione della società civile e di valutazione pubblica degli impatti. Il progetto prevede 6 stabilimenti di macellazione e l'assegnazione di 1,2 milioni di ettari di terra senza un processo trasparente.
Nel giugno 2026, un tribunale di Parigi ha costretto TotalEnergies a divulgare i suoi rischi climatici. Nei Paesi Bassi, il caso Milieudefensie contro Shell riguarda una riduzione del 45% delle emissioni di CO₂ entro il 2030, con una sentenza attesa agli inizi del 2027.