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Estero
Herz — Desk Internazionale · · Riassunto 30 s · Articolo 1 min
Le lotte intestine a Teheran pesano sui negoziati con gli Stati Uniti, secondo l'analisi dello storico Jean-Pierre Filiu del 16 agosto 2026. Ritiene che i Guardiani della Rivoluzione controllino le operazioni militari e impongano le loro esigenze ai negoziatori iraniani. Nel frattempo, Donald Trump sostiene di aver scatenato la guerra e vuole proclamare lo Stretto di Hormuz territorio americano. L'Iran sostiene inoltre che il Qatar detiene tre dei suoi piloti dal 2 marzo 2026.
Le lotte intestine a Teheran pesano sui negoziati con gli Stati Uniti, secondo Jean-Pierre Filiu su Le Monde del 16 agosto 2026.
Secondo lo storico, i Guardiani della Rivoluzione controllano le operazioni militari e impongono le loro esigenze al presidente iraniano e ai suoi negoziatori.
I Guardiani della Rivoluzione sono un'organizzazione paramilitare iraniana che dipende direttamente dalla Guida Suprema, capo dello Stato iraniano.
Donald Trump ha dichiarato di voler proclamare lo Stretto di Hormuz «territorio degli Stati Uniti» dopo la guerra, secondo Lost in the Jungle.
Il viceministro iraniano degli affari esteri Kazem Gharibabadi gli ha risposto che lo stretto «rimarrà iraniano».
Durante un comizio, Donald Trump ha inoltre affermato che non si scuserebbe mai per aver scatenato la guerra con l'Iran.
Ha mantenuto questa posizione nonostante l'impatto della guerra sui prezzi del petrolio.
L'Iran sostiene che il Qatar detiene tre piloti della sua aviazione militare dal 2 marzo 2026.
I caccia associati a questi piloti sono stati abbattuti lo stesso giorno, all'inizio della guerra tra l'Iran e gli Stati Uniti.
Il Qatar non ha rilasciato alcun commento pubblico su queste accuse, secondo il New York Times citato da Lost in the Jungle.
Analizza che le lotte intestine a Teheran pesano sulle discussioni con gli Stati Uniti.
Le illustrazioni di questo articolo sono generate dall'intelligenza artificiale.
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Ritiene che controllino le operazioni militari e impongano le loro esigenze ai negoziatori iraniani.
Teheran sostiene che il Qatar li detiene dal 2 marzo 2026.