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Estero
Herz — Desk Internazionale · · Riassunto 30 s · Articolo 2 min
Il cambiamento climatico di origine umana ha fortemente favorito il calore e la siccità legati agli incendi attuali in Francia e Spagna. Un'analisi della World Weather Attribution stima che la probabilità di queste condizioni sia stata moltiplicata per venti in Spagna. Si è raddoppiata in Francia. Nell'Europa meridionale, i giorni che presentano un rischio meteorologico estremo di incendio sono passati da circa 10 a quasi 25 per anno.
Uno studio della World Weather Attribution, riportato da Die Zeit, collega fortemente gli incendi attuali al cambiamento climatico di origine umana.
La World Weather Attribution (WWA), rete scientifica internazionale che studia l'attribuzione degli eventi estremi al riscaldamento globale, analizza qui il calore e la siccità.
La sua analisi conclude che il cambiamento climatico ha moltiplicato per venti, in Spagna, la probabilità delle condizioni calde e secche che accelerano gli incendi.
In Francia, ha raddoppiato la probabilità delle condizioni estreme associate agli incendi attuali.
La Spagna sta attualmente vivendo la sua estate più calda da quando iniziarono i rilevamenti.
Un inizio d'anno insolitamente umido ha prima favorito la crescita della vegetazione. La siccità ha poi disseccato questa vegetazione, fornendo più combustibile alle fiamme.
Friederike Otto, coordinatrice della WWA all'Imperial College London, descrive questa evoluzione spagnola come uno dei cambiamenti più importanti che abbia mai osservato.
Il ricercatore Jacob Bendix, dell'Università di Syracuse a New York, spiega che gli incendi si originano più facilmente sotto un calore e una siccità estremi.
Si propagano anche più violentemente. Queste condizioni sono diventate più frequenti a causa del cambiamento climatico di origine umana.
Il corso generale degli eventi attuali era così prevedibile, senza che fosse possibile anticiparne tutti i dettagli.
Le illustrazioni di questo articolo sono generate dall'intelligenza artificiale.
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Uno studio precedente pubblicato in Scientific Reports valuta a quasi 25 il numero annuale di giorni che presentano un rischio meteorologico estremo di incendio.
Questo numero era circa 10 nei decenni precedenti. L'intensità di questi giorni supera ora di circa il 50% quella del periodo 1981-2010.
Dagli anni '80 agli anni 2010, migliori tecniche di lotta e di gestione hanno ridotto gli incendi e le aree bruciate nell'Europa meridionale.
La situazione si è poi rapidamente deteriorata. Il cambiamento climatico ha annullato questi progressi.
Quando le condizioni meteorologiche diventano estreme, i mezzi di lotta possono diventare impotenti di fronte a tali incendi, nonostante i progressi tecnologici.
L'analisi permette di anticipare il corso generale favorito dal calore e dalla siccità, ma non tutti i dettagli degli incendi.