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Estero
Herz — Desk Internazionale · · Riassunto 30 s · Articolo 2 min
George Lucas, 82 anni, creatore della saga Star Wars, ha difeso il 15 luglio 2026 l'intelligenza artificiale nel cinema, ritenendo che la renda «molto più facile». Intervistato dal sito A Rabbit's Foot e riportato da The Guardian, ha paragonato gli oppositori dell'IA ai luddisti — artigiani britannici del XIX secolo contrari alla meccanizzazione — e ai difensori del cavallo di fronte all'automobile. Gareth Edwards condivide l'entusiasmo di Lucas, mentre Christopher Nolan esprime scetticismo marcato e Steven Soderbergh adotta una posizione intermedia.
George Lucas, 82 anni, creatore della saga Star Wars, ha concesso il 15 luglio 2026 un'intervista al sito A Rabbit's Foot. The Guardian ne riporta i contenuti lo stesso giorno.
Lucas vi difende senza ambiguità l'intelligenza artificiale nella regia cinematografica, ritenendo che la renda «much easier» e che si tratti di un'evoluzione inevitabile: «There's nothing you can do about it. That's progress, it's the future.»
There's nothing you can do about it. That's progress, it's the future.
— George Lucas, intervista A Rabbit's Foot, 15 luglio 2026
Lucas paragona gli oppositori della tecnologia ai luddisti — membri di un movimento clandestino britannico del XIX secolo che si opponevano alla meccanizzazione del tessile distruggendo macchinari — e ai difensori del cavallo e della carrozza di fronte all'automobile.
Gareth Edwards, regista britannico di Rogue One: A Star Wars Story e di Jurassic World Rebirth, condivide l'entusiasmo di Lucas. Qualifica l'IA generativa di «fucking genius at helping you».
fucking genius at helping you
— Gareth Edwards, sull'IA generativa
Christopher Nolan, regista di The Odyssey, adotta una posizione opposta. Sottolinea che il pubblico — in particolare i giovani — rifiuta l'IA e ha coniato il termine «AI slop» per designare i contenuti di scarsa qualità prodotti da IA generativa, concepiti per sfruttare le lacune degli algoritmi di raccomandazione dei social media, in modo simile allo spam per le email.
Nolan rileva inoltre che Wall Street e gli investitori hanno ampiamente adottato la tecnologia, sottolineando una frattura tra l'opinione pubblica e la sfera finanziaria.
Steven Soderbergh occupa una posizione intermedia. Ritiene che l'IA non sia né «la soluzione a tutto» né «la morte di tutto». Tuttavia, il suo documentario John Lennon: The Last Interview contiene sequenze generate da IA.
Oltre all'IA, Lucas si scaglia contro i focus group e i test di audience. Ritiene che gli studios abbiano lasciato che i fan dettassero le scelte creative al posto dei cineasti.
L'articolo del Guardian non precisa la natura esatta del sito A Rabbit's Foot né il contesto preciso in cui l'intervista vi è stata pubblicata. Lucas inoltre non cita produzioni personali concrete quando evoca i benefici dell'IA nella regia cinematografica.
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L'«AI slop» designa contenuti — testi, suoni, immagini o video — di scarsa qualità prodotti da intelligenza artificiale generativa, concepiti per sfruttare le lacune degli algoritmi di raccomandazione sui social media per scopi commerciali. Il fenomeno è paragonato allo spam delle email.
I luddisti erano artigiani britannici che, tra il 1811 e il 1812, distruggevano macchinari per opporsi alla meccanizzazione del tessile. Citandoli, Lucas suggerisce che i critici dell'IA si oppongono a un progresso tecnologico che ritiene inevitabile.
Sì. Il suo documentario John Lennon: The Last Interview contiene sequenze generate da intelligenza artificiale, anche se Soderbergh stesso ritiene che l'IA non sia una soluzione universale né una minaccia assoluta per il cinema.