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Estero
Herz — Desk Internazionale · · Riassunto 30 s · Articolo 1 min
Il 29 agosto 2026 il presidente cileno José Antonio Kast ha presentato un progetto di riforma costituzionale che gli consentirebbe di dichiarare autonomamente lo stato d'eccezione, senza l'approvazione del Congresso. Il provvedimento permetterebbe inoltre al presidente di limitare le libertà tramite decreto, senza un controllo parlamentare preventivo. Secondo Le Monde, l'intero arco politico cileno, compresi l'opposizione e gli alleati dello stesso Kast, giudica il progetto «illiberale».
Il 29 agosto 2026, secondo Le Monde, il presidente cileno José Antonio Kast ha presentato un progetto di riforma costituzionale. Il testo gli consentirebbe di dichiarare autonomamente lo stato d'eccezione, un regime giuridico che sospende temporaneamente il diritto ordinario e può comprendere lo stato d'emergenza, lo stato d'assedio o la legge marziale, senza sottoporre la decisione al voto del Congresso.
La riforma attribuirebbe inoltre al presidente il potere di limitare le libertà tramite decreto, senza un controllo parlamentare preventivo.
L'intero arco politico cileno giudica il progetto «illiberale». Le preoccupazioni sono condivise sia dall'opposizione sia dagli alleati dello stesso presidente.
Lo stato d'eccezione indica situazioni nelle quali il diritto ordinario viene sospeso. Può comprendere regimi come lo stato d'emergenza, lo stato d'assedio o la legge marziale.
Consentirebbe al presidente di agire senza l'approvazione del Congresso e di limitare le libertà tramite decreto. L'intero arco politico, compresi gli alleati di Kast, giudica «illiberale» questa concentrazione di poteri.
Il testo suscita preoccupazione sia nell'opposizione cilena sia tra gli alleati dello stesso presidente Kast.
Le illustrazioni di questo articolo sono generate dall'intelligenza artificiale.
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