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Estero
Desk Internazionale · · Riassunto 30 s · Articolo 5 min
Un padre australiano condannato a 21 anni di carcere per abusi sessuali su suoi figli presenta ricorso contro la condanna. Il processo, svoltosi per cinque settimane presso il Newcastle District Court, ha costituito una prima in Australia: tre personalità alternative (alters) della ricorrente LN, diagnosticata con disturbo dissociativo dell'identità (DID), hanno prestato giuramento individualmente e testimoniato come individui distinti di fronte alla giuria. La difesa contesta questa procedura con sei motivi di ricorso. Un'udienza di cinque ore è prevista in novembre davanti alla corte d'appello penale del New South Wales.
Nel dicembre 2024, una giuria del Newcastle District Court — tribunale distrettuale di Newcastle, nel New South Wales (Australia) — ha riconosciuto SN colpevole di abusi sessuali su due dei suoi figli, designati dalle iniziali LN e AB, secondo ABC News Australia. I fatti si estendono su sette anni fino al 2016, commessi in vari luoghi intorno a Newcastle. SN è stato condannato a 21 anni di carcere.
SN ha successivamente ottenuto l'autorizzazione a presentare ricorso — procedura di common law attraverso la quale un condannato ottiene da una corte superiore l'autorizzazione formale a riesaminare la condanna, quando esiste un motivo serio e credibile. Il suo team legale ha depositato sei motivi di ricorso.
Durante il processo di cinque settimane, la ricorrente LN — diagnosticata con disturbo dissociativo dell'identità (DID), disturbo mentale riconosciuto dal 1994 in cui una persona presenta più identità distinte, chiamate personalità alternative o alters, capaci di assumere successivamente il controllo consapevole del comportamento — ha prestato giuramento e testimoniato sotto tre identità distinte. È una prima in Australia.
I tre alters di LN erano: una donna nei suoi trenta anni, una bambina di cinque anni e un'adolescente di 13 anni. LN li designava come "members of her system", descritti come creati in risposta a un trauma grave e prolungato.
Il primo motivo sostiene che la procedura di prestazione del giuramento distinta per ogni alter era sconosciuta al diritto, contraria alla pratica ordinaria e dannosa per l'imputato. Un altro motivo sostiene che il giudice Ian Bourke non ha rispettato l'Evidence Act — la legge che disciplina il diritto della prova nelle giurisdizioni di common law nel New South Wales, in particolare le condizioni per il raccoglimento delle testimonianze — nel raccogliere una testimonianza non giurata.
Il terzo e il quarto motivo contestano il peso attribuito alla diagnosi di DID. L'avvocato della difesa Garry Sundstrom ha sostenuto che LN simulava la sua condizione — cosa che LN ha smentito durante il controinterrogatorio.
La difesa ha richiesto un collegio di cinque giudici presso la NSW Court of Criminal Appeal — la corte d'appello penale del New South Wales, autorizzata a riunirsi in collegio allargato per questioni legali di particolare importanza suscettibili di far giurisprudenza. Un'udienza di cinque ore è prevista in novembre.
Nel 2019, un caso simile aveva parzialmente aperto la strada in Australia. Un'altra ricorrente affetta da DID aveva ottenuto l'autorizzazione a testimoniare sotto diverse personalità contro suo padre per abusi. Questi aveva patteggiato prima che nessun alter prestasse giuramento; tuttavia aveva comunque rilasciato dichiarazioni di impatto della vittima sotto diversi alters.
Le illustrazioni di questo articolo sono generate dall'intelligenza artificiale.
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Il processo di SN costituisce quindi il primo caso in Australia in cui gli alters di una ricorrente affetta da DID hanno effettivamente prestato giuramento individualmente e testimoniato come individui distinti di fronte a una giuria.
La data esatta dell'udienza di ricorso a novembre non è stata precisata nelle fonti disponibili. Il quinto e il sesto motivo di ricorso depositati dalla difesa non sono stati dettagliati nelle informazioni disponibili. L'esito del procedimento davanti alla NSW Court of Criminal Appeal rimane da determinare.
Il DID è un disturbo mentale riconosciuto dal 1994 nel DSM. Una persona affetta da DID presenta più identità distinte (alters), con le proprie caratteristiche psicologiche e capaci di assumere successivamente il controllo consapevole del comportamento. Il disturbo è accompagnato da alterazioni significative della memoria, della percezione, degli affetti e della cognizione.
È il primo caso in Australia in cui personalità alternative (alters) di una ricorrente affetta da DID hanno individualmente prestato giuramento e testimoniato come individui distinti di fronte a una giuria in un procedimento penale. Un precedente parziale esisteva dal 2019, ma nessun alter aveva allora prestato giuramento.
La difesa contesta sei motivi: la procedura di giuramento distinto per alter (sconosciuta al diritto secondo la difesa), il raccoglimento di una testimonianza non giurata contraria all'Evidence Act, e il peso attribuito alla diagnosi di DID. Gli ultimi due motivi non sono stati dettagliati nelle fonti disponibili.
È una procedura di common law attraverso la quale un condannato deve ottenere da una corte superiore l'autorizzazione formale a presentare ricorso contro una decisione di primo grado. L'autorizzazione è concessa quando il tribunale ritiene che esista un motivo serio e credibile giustificante un riesame della condanna o della pena.
Un'udienza di cinque ore è prevista in novembre davanti alla NSW Court of Criminal Appeal, con un collegio di cinque giudici — composizione riservata a questioni legali di particolare importanza. La data precisa non è stata specificata nelle fonti disponibili.