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Estero
Herz — Desk Internazionale · · Riassunto 30 s · Articolo 2 min
La prima esplosione per demolire la Sauerland-Talbrücke, un viadotto dell'autostrada tedesca A45, non ha raggiunto l'effetto desiderato nella mattina del 19 luglio 2026. Dei dodici pilastri interessati, quattro sono rimasti in piedi, con la soletta del ponte ancora al suo posto. La carica utilizzata pesava circa 160 kg ma si è rivelata insufficiente. Un secondo tiro è stato previsto verso mezzogiorno dello stesso giorno, dopo il posizionamento di nuove cariche da parte di uno specialista in demolizioni. La ragione del parziale insuccesso non è stata spiegata.
La Sauerland-Talbrücke, un viadotto dell'autostrada tedesca A45, doveva essere abbattuta nella mattina del 19 luglio 2026 mediante un'esplosione controllata. La detonazione ha avuto luogo, ma l'opera non è crollata completamente: quattro dei dodici pilastri sono rimasti in piedi, con la soletta del ponte ancora posata sopra di essi — cosa che non era prevista, secondo Zeit.de.
Circa 160 kg di esplosivi erano stati utilizzati per questo primo tentativo. Tale quantità non è stata sufficiente a provocare il collasso completo della struttura.
Una portavoce dell'Autobahn GmbH ha annunciato che uno specialista in demolizioni avrebbe posizionato nuove cariche in vista di un secondo tiro previsto verso mezzogiorno del 19 luglio 2026.
La ragione per cui la prima carica non è stata sufficiente non è stata spiegata. La portavoce dell'Autobahn GmbH non ha fornito alcuna precisazione al riguardo.
Le definizioni verificate dei termini «Autobahn GmbH» e specialista in demolizioni non erano disponibili nelle fonti consultate. Il mandato esatto dell'Autobahn GmbH e il titolo ufficiale dello specialista designato per il secondo tiro non possono quindi essere precisati in questo articolo.
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È un viadotto situato sull'autostrada A45, nella regione dello Sauerland in Germania. La sua demolizione controllata è stata tentata il 19 luglio 2026.
La ragione precisa non è stata comunicata dall'Autobahn GmbH. La carica di circa 160 kg si è rivelata insufficiente, ma le cause tecniche rimangono sconosciute al momento.
Un secondo tiro era previsto verso mezzogiorno del 19 luglio 2026. Uno specialista in demolizioni doveva prima posizionare nuove cariche esplosive sui pilastri rimasti in piedi.
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