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Estero
Desk Internazionale · · Riassunto 30 s · Articolo 4 min
Libano e Israele hanno aperto il 14 luglio 2026 due giorni di riunioni presso l'ambasciata americana a Roma su un accordo-quadro di pace. Il presidente libanese Joseph Aoun subordina il proseguimento dei negoziati al ritiro immediato delle truppe israeliane da due zone designate nel sud. L'accordo, negoziato il 26 giugno a Washington, prevede il disarmo dei gruppi armati, lo schieramento dell'esercito libanese e il ritiro progressivo israeliano. L'Hezbollah ha rifiutato questo testo. Dalla ripresa del conflitto il 2 marzo 2026, più di 4.000 libanesi sono stati uccisi e più di un milione sfollati.
Libano e Israele hanno aperto il 14 luglio 2026 due giorni di riunioni presso l'ambasciata americana a Roma, secondo responsabili libanesi citati da Al Jazeera. L'obiettivo è stabilire le modalità di attuazione di un accordo-quadro volto a porre fine alla guerra in Libano.
Il presidente libanese Joseph Aoun ha impartito istruzioni alla delegazione libanese di esigere il ritiro immediato delle forze israeliane da due zone designate nel sud prima di qualsiasi nuovo negoziato con la parte israeliana.
Il ministro italiano degli Affari esteri Antonio Tajani aveva annunciato il 13 luglio 2026, a margine di una riunione dell'Unione europea a Bruxelles, di aver proposto che Roma ospitasse questi colloqui.
una capitale della pace
— Antonio Tajani, ministro italiano degli Affari esteri, 13 luglio 2026
L'accordo-quadro è stato negoziato a Washington il 26 giugno 2026. Si basa su quattro pilastri: la fine della guerra di Israele in Libano, il disarmo dei gruppi armati non statali—l'Hezbollah, partito politico e gruppo paramilitare islamista sciita libanese, essendo implicitamente mirato—, lo schieramento dell'esercito libanese nel sud e il ritiro progressivo delle forze israeliane.
L'Hezbollah ha rifiutato questo accordo così come qualsiasi sforzo di disarmo. Israele ha dichiarato che le sue truppe rimarrebbero nel sud del Libano finché il movimento rimane armato.
La delegazione libanese propone un ritiro graduale tramite un sistema di «zone pilota»: l'Hezbollah si disarma, le forze israeliane si ritirano e l'esercito libanese si schiera, settore per settore. L'accordo del 26 giugno aveva identificato due zone come punto di partenza.
Il Comando centrale degli Stati Uniti (CENTCOM), struttura di comando unificata del Dipartimento della Difesa americano responsabile delle operazioni militari in Medio Oriente, coordina il lancio di queste zone pilota con entrambe le parti. Una delegazione militare americana si era recata in Libano nel weekend precedente il 14 luglio 2026 per discuterne con l'esercito libanese.
L'Hezbollah e Israele hanno ripreso le ostilità il 2 marzo 2026 nel contesto di un conflitto regionale più ampio. Da allora, più di 4.000 libanesi sono stati uccisi e più di un milione di persone sfollate, secondo il ministero della Sanità libanese.
L'esercito israeliano occupa una zona cuscinetto di circa 10 km all'interno del territorio libanese, su tutta la lunghezza del confine israelo-libanese. Infrastrutture e interi villaggi sono stati distrutti, che l'esercito israeliano presenta come asset dell'Hezbollah.
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A metà giugno 2026, gli Stati Uniti e l'Iran hanno concluso un accordo prevedendo l'arresto dei combattimenti su tutti i fronti regionali. Israele ha comunque proseguito le sue operazioni in Libano, invocando la sua sicurezza nazionale.
L'ostacolo principale ai colloqui rimane la posizione dell'Hezbollah, che ha rifiutato l'accordo-quadro e si oppone a qualsiasi disarmo. Israele subordina qualsiasi ritiro al disarmo effettivo del movimento, senza che le fonti disponibili specifichino un meccanismo di verifica.
Le fonti disponibili non specificano se la delegazione israeliana accetta il principio delle zone pilota proposto da Beirut, né i tempi previsti per un ritiro dalle due prime zone designate.
È un testo negoziato a Washington il 26 giugno 2026. Prevede la fine della guerra di Israele in Libano, il disarmo dei gruppi armati non statali (incluso l'Hezbollah), lo schieramento dell'esercito libanese regolare nel sud e il ritiro progressivo delle forze israeliane.
L'Hezbollah ha rifiutato l'accordo-quadro del 26 giugno e qualsiasi sforzo di disarmo. I motivi precisi di questo rifiuto non sono dettagliati nelle fonti disponibili.
È un settore geografico delimitato nel sud del Libano in cui il disarmo dell'Hezbollah, il ritiro israeliano e lo schieramento dell'esercito libanese sarebbero implementati simultaneamente, prima di essere estesi progressivamente ad altri settori.
Il CENTCOM (Comando centrale degli Stati Uniti), struttura militare americana responsabile delle operazioni in Medio Oriente e il cui centro operazionale è basato in Qatar, coordina con il Libano e Israele il lancio delle zone pilota. Una delegazione del CENTCOM si è recata in Libano nel fine settimana precedente il 14 luglio 2026.
Il ministro italiano degli Affari esteri Antonio Tajani ha proposto Roma come luogo di ospitalità il 13 luglio 2026, a margine di una riunione dell'UE a Bruxelles. I colloqui si tengono presso l'ambasciata americana in città.