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Estero
Desk Internazionale · · Riassunto 30 s · Articolo 3 min
David Aaron Miller, ex inviato del Dipartimento di Stato americano per il Medio Oriente, ha dichiarato a La Repubblica il 14 luglio 2026 che il presidente Trump è frustrato dalla situazione con l'Iran. Secondo Miller, Teheran avrebbe acquisito un'arma e Trump si troverebbe in un vicolo cieco senza sapere come uscirne. L'analista ritiene che forzare la riapertura dello Stretto di Hormuz - una via marittima strategica del Golfo Persico - comporterebbe un intervento lungo e pericoloso.
David Aaron Miller, ex inviato del Dipartimento di Stato americano per il Medio Oriente, ha rilasciato un'intervista a La Repubblica pubblicata il 14 luglio 2026, dedicata alla situazione tra gli Stati Uniti e l'Iran.
Secondo Miller, il presidente Trump è «frustrato» dalla situazione. Teheran avrebbe acquisito un'arma, e Trump si troverebbe «bloccato in un vicolo cieco» senza sapere come uscirne.
L'analista ritiene che forzare la riapertura dello Stretto di Hormuz — una via marittima del Golfo Persico che collega il Golfo dell'Oman, punto di transito strategico per le esportazioni petrolifere della regione — richiederebbe un intervento «lungo e pericoloso».
Le tensioni tra Washington e Teheran si inscrivono in una lunga controversia diplomatica. Nel 2015, l'accordo noto come JCPOA — Piano d'azione globale congiunto — è stato firmato tra l'Iran e il gruppo P5+1 (Stati Uniti, Russia, Cina, Francia, Regno Unito e Germania) per limitare il programma nucleare iraniano in cambio di un allentamento delle sanzioni internazionali.
Nel maggio 2018, l'amministrazione Trump ha ritirato unilateralmente gli Stati Uniti dal JCPOA e ripristinato sanzioni massime contro l'Iran. L'Iran ha quindi ripreso le sue attività di arricchimento dell'uranio oltre i limiti previsti dall'accordo.
I negoziati tenutisi a Vienna tra il 2021 e il 2022 per ripristinare il JCPOA, sotto l'amministrazione Biden, non hanno avuto successo. Secondo rapporti dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (AIEA), l'Iran avrebbe successivamente arricchito l'uranio al 90%, un livello prossimo alla soglia militare.
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La natura esatta dell'arma che Teheran avrebbe acquisito non è specificata nell'intervista riportata da La Repubblica. Nessuna conferma ufficiale è disponibile in questa fase su questo punto.
Le decisioni concrete che l'amministrazione Trump contempla di fronte a questa situazione, e i contorni di una possibile operazione nello Stretto di Hormuz, non sono oggetto di alcun fatto confermato disponibile.
David Aaron Miller è un ex inviato del Dipartimento di Stato americano per il processo di pace in Medio Oriente. Ha servito sotto diverse amministrazioni americane, sia repubblicane che democratiche, ed è oggi un analista di riferimento sulle relazioni americano-iraniane.
Lo Stretto di Hormuz è una via marittima del Golfo Persico che collega il Golfo dell'Oman. È bordato a nord dall'Iran e a sud dagli Emirati Arabi Uniti e dal Sultanato dell'Oman. È un punto di transito strategico mondiale per le esportazioni petrolifere del Golfo.
Il JCPOA (Piano d'azione globale congiunto) è l'accordo sul nucleare iraniano firmato nel 2015 tra l'Iran e il gruppo P5+1 (Stati Uniti, Russia, Cina, Francia, Regno Unito, Germania). Mirava a limitare il programma nucleare iraniano in cambio di un allentamento delle sanzioni. Gli Stati Uniti se ne sono ritirati unilateralmente nel maggio 2018.
David Aaron Miller non ha specificato la natura dell'arma nelle sue dichiarazioni riportate da La Repubblica. Nessuna conferma ufficiale è disponibile su questo punto.