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Estero
Desk Internazionale · · Riassunto 30 s · Articolo 3 min
L'Unione europea, la NATO e il Regno Unito hanno annunciato il 14 luglio 2026 sanzioni contro hacker russi, in risposta a cyberattacchi attribuiti a Mosca, secondo La Repubblica. Dodici servizi di intelligence alleati, comprese le autorità italiane, hanno simultaneamente pubblicato raccomandazioni pubbliche sulla sicurezza informatica. Il Cremlino ha respinto le accuse: «Non avete prove». Queste sanzioni si basano su Cyber Diplomacy Toolbox, il quadro giuridico dell'UE adottato nel 2017 per rispondere alle minacce informatiche.
L'Unione europea, la NATO (Organizzazione del trattato dell'Atlantico Nord) e il Regno Unito hanno annunciato il 14 luglio 2026 sanzioni contro hacker russi, secondo La Repubblica. Questa decisione coordinata segue cyberattacchi attribuiti alla Russia.
Nel medesimo momento, dodici servizi di intelligence alleati — incluse le autorità italiane — hanno pubblicato raccomandazioni pubbliche sulla sicurezza informatica per aiutare cittadini e organizzazioni a proteggersi da questi attacchi.
Il Cremlino ha respinto le accuse dichiarando: «Non avete prove».
Non avete prove.
— Cremlino, in risposta alle accuse occidentali di cyberattacchi, 14 luglio 2026
Le sanzioni europee si basano su Cyber Diplomacy Toolbox, un quadro giuridico adottato dal Consiglio dell'UE nel giugno 2017. Questo strumento consente di imporre misure restrittive — congelamento dei fondi e divieto di viaggio — contro gli autori di cyberattacchi malevoli che colpiscono gli Stati membri o paesi terzi.
Questo quadro è stato applicato per la prima volta nel luglio 2020: l'UE ha allora sanzionato individui legati ai gruppi russi Sandworm e APT28 — APT (minacce persistenti avanzate, designazione utilizzata per gruppi di attaccanti spesso statali, che conducono intrusioni sofisticate e mirate) legati al GRU, l'intelligence militare russa — nonché attori cinesi e nord-coreani, per attacchi includenti NotPetya, WannaCry e l'hack del Bundestag (Parlamento tedesco).
Dall'invasione russa dell'Ucraina nel febbraio 2022, la NATO ha integrato la difesa informatica nella sua dottrina di difesa collettiva e rafforzato il coordinamento tra alleati di fronte alle operazioni offensive russe contro le infrastrutture critiche occidentali.
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Le informazioni disponibili non precisano l'identità degli hacker bersaglio di queste sanzioni, né l'elenco dei cyberattacchi specifici che hanno motivato le misure annunciate il 14 luglio 2026.
È un quadro giuridico adottato dal Consiglio dell'UE nel giugno 2017, che consente di imporre misure restrittive — congelamento dei fondi e divieto di viaggio — contro gli autori di cyberattacchi malevoli che colpiscono gli Stati membri o paesi terzi. Costituisce la base giuridica di tutte le sanzioni informatiche dell'UE dal 2020.
Dall'invasione russa dell'Ucraina nel febbraio 2022, la NATO ha integrato la difesa informatica nella sua dottrina di difesa collettiva. Un cyberattacco di vasta portata può ora scatenare una risposta coordinata degli alleati.
I gruppi APT russi più frequentemente citati sono APT28 e Sandworm, legati al GRU (intelligence militare russa), e APT29 detto Cozy Bear, legato al servizio di intelligence estero russo. Questi gruppi prendono di mira governi, partiti politici e infrastrutture critiche.
Dodici servizi di intelligence alleati, incluse le autorità italiane, hanno pubblicato raccomandazioni pubbliche sulla sicurezza informatica il 14 luglio 2026. Il contenuto dettagliato di queste guide non è precisato nelle informazioni disponibili.